#Assieme si vola e gli altri fanno il giallo

Le elezioni si avvicinano e nell’aria volano paroline, paroloni e palloncini

Ieri ero veramente incavolata. Il mio Comune compie 100 anni e nessuno che si sia degnato di venirmi a omaggiare di un sorriso. Eppure ne ho fatta di storia anche io in questo paesello. Oggi, a dir la verità un po’ mi è passata, perché ascoltando i racconti dei miei ospiti mi sono resa conto che nessuna celebrazione è stata messa in atto per un anniversario tanto importante. In fondo siamo in dissesto. Mica si può festeggiare con un dissesto?

Meno male che tra poco si vota e che a fine gennaio, centrodestra e centrosinistra sono ancora in alto mare. Ieri ne parlavano, seduti sopra di me, due esponenti della sinistra (?) bacolese dal simil cognome. “Qua se non salta quell’accordo, le vene ce le tagliamo noi!” (semi-cit; ndp.) Beh, forse anche a prescindere dall’accordo, mi è venuta voglia di sussurrare.

Ma se Atene piange, Sparta non ride. Alla mia destra continuano gli incontri, i tavoli, le riunioni, ma niente. Non si trova uno che si immoli a fare il candidato sindaco. I pellegrinaggi a casa dei “grandi nomi” continuano, ma le delegazioni tornano sempre con un bel “No, grazie”. Di quelli che fanno male. L’importante è dire però “siamo pronti, abbiamo 2/3/4/5/6/7 liste pronte, piene piene di voti…” Come se poi non sapessi che si arriverà l’ultimo giorno a implorare nipotini, cuginetti e cumparielli a firmare la candidatura. PS “Io neanche un riempilista”.

E quindi, che succederà?

Qualcosa – di sicuro – succederà. Mica vorrai lasciare il paese a un gruppo di under? Ora basta, mi riposo un po’. Intanto questo maledetto vento non mi lascia tranquilla, mi ha scaricato addosso un po’ di palloncini gialli. Quasi quasi li buco tutti.

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