BACOLI/Campagna elettorale finita, il voto sui leader: le pagelle della ‘panchina politica’

I voti sui leader politici in questa campagna elettorale. La classifica presenta qualche sorpresa rispetto alle attese.

Da poche ore è terminata la campagna elettorale. Ma quale leader è stato capace di comunicare meglio il suo messaggio e di emergere dalla contesa? La ‘panchina politica’ ha dato le pagelle, che non rappresentano una preferenza, bensì un voto da 1 a 10 per la capacità mostrata nel condurre la campagna elettorale.

JOSI DELLA RAGIONE: 8
La prova vivente che la perseveranza è la principale qualità per raggiungere un obiettivo. Riconquista la fascia tricolore del capitano di una squadra che nessuno avrebbe mai detto fosse possibile mettere #assieme. Dribbla avversari e avversità anche dopo due infortuni che avrebbero messo ko chiunque. Mette in campo carisma e non smette mai di incitare i suoi a fare sempre meglio, senza risparmiare moniti e corde vocali. HIGHLANDER

SALVATORE ILLIANO: 7-
Si muove a testa bassa nelle retrovie senza però risparmiare il suo prezioso supporto lì e quando serve. Fornisce innumerevoli assist al suo capitano che si fa trovare sempre pronto ad annientare la difesa avversaria. Studia con attenzione l’avversario evitando lo scontro diretto, lasciando libera la sua squadra di fare pressing. Un po’ Pirlo, un po’ Kasparov. CAMALEONTICO

ANTONIO ILLIANO: N.C.
Fuori dalla squadra vincitrice ha vissuto la campagna elettorale “in bocca” agli avversari che l’hanno citato più volte per attaccare il Josi “capellone”. In un modo o nell’altro è riuscito a ritornare nella scena politica bacolese al centro. ITTICO.

NELLO SAVOIA: 7
Solo contro tutti, gli si deve dare merito di una partita in cui non si è risparmiato trovandosi in campo con una squadra seduta e che lo abbandona proprio sul più bello. Qualche passo falso, ma era inevitabile nelle sue condizioni e per tutti i caffè e i meloni ingeriti durante la partita elettorale: per sua fortuna non è stato sorteggiato all’antidoping. Per una ragione d’amore rifiuta addirittura l’eventuale ingaggio che gli sarebbe spettato, purtroppo per lui è l’emozione a vincere. GRANITICO.

LEGA: 3
E’ uno dei flop di questa campagna elettorale. Maestri alle Europee, ci saremmo aspettati fuochi di artificio e, invece, nulla. Non hanno comunicato alcuna proposta d’impatto e se non ci fosse stato Luigi Illiano avrebbero avuto una sconfitta drammatica. FALLIMENTO.

MONICA CARANNANTE: 5
A capo di Aurora Flegrea è parso imbarcare disperati in aiuto per un suo seggio in una sorta di arca di Noè. Passa da destra a sinistra con una facilità disarmante. Questa volta il popolo l’ha punita escludendola dall’assise comunale. VARIABILE.

ERMANNO SCHIANO: 2
Scompare dalla scena politica bacolese, forse in maniera definitiva. Il centrodestra incrementa consensi dappertutto tranne che a Bacoli. Padre nobile della lista di Forza Italia che non arriva neanche ai 2000 voti considerati dignitosi dagli stessi protagonisti. Smacco ancor più grande, in consiglio comunale col partito di Berlusconi entrano due esponenti lontani anni luce da lui : il suo acerrimo nemico-cugino Gianluca Schiano e il sempre presente Antonio Carannante. Ah, e non veniteci a dire che lui non era presente nella contesa: citofonare Salviati, Rodriquez e Romani per avere risposta. SCOMPARSO

SCOTTO DI LUZIO: 6.5
Ritorna in campo a oltre 70 anni per mettere insieme i cocci di una sinistra divisa e abbandonata. Gli deve essere dato atto che si batte come un leone con quel che resta del PD bacolese e una lista civica non proprio piena di voti. Non gli si poteva chiedere di più con quelle macerie di partito che si trova alle spalle. Ultimo schiaffo alla dirigenza PD, il candidato sindaco in consiglio comunale rappresenterà la lista civica “NOI PER BACOLI” lasciando i partiti di sinistra a Bacoli senza un consigliere comunale per la prima volta nella storia del Comune di Bacoli. STORICO, a suo modo.

PD: 2
Partito mantenuto in vita col respiratore artificiale dalle scorse elezioni, quando fu salvato dai voti della sig.ra Laringe. Da allora, nessuna autocritica, nessuna analisi e continua difesa delle rendite di posizione dei dirigenti locali. A Bacoli perdono da venti anni, e quindi questa non è una novità, ma per la prima volta non c’è neanche un consigliere comunale esponente dei partiti di sinistra. Basterà per azzerare i vertici del partito? A(F)FONDO

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