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Seggiolini antiabbandono obbligatorio per legge: ecco i prodotti in commercio

Seggiolini antiabbandono: scattano obbligo e multe. Tutti i requisiti

E’ scattato il 7 novembre scorso il decreto attuativo sui seggiolini antiabbandono. Il decreto, spiega l’Asaps (Associazione Sostenitori PolStrada) , prevede che i dispositivi “dovranno attivarsi automaticamente e dovranno essere dotati di un allarme in grado di avvisare il conducente della presenza del bambino nel veicolo attraverso appositi segnali visivi e acustici o visivi e aptici, percepibili all’interno o all’esterno del veicolo (potranno essere dotati anche di un sistema di comunicazione automatico per l’invio di messaggi o chiamate)”.

Intanto già sono scattati i primi controlli. Ecco cosa si rischia e perché.

Quando si rischia la multa e cosa si rischia

Il consumatore rischia la multa se:

  • non ha il sistema antiabbandono;
  • ha un sistema antiabbandono che non sia autorizzato dal produttore del seggiolino;
  • ha un sistema che non è conforme ai requisiti;
  • ha il dispositivo del bluetooth, ma non lo ha attivato o se non funziona l’app.

Si rischia una sanzione amministrativa da 83 a 333 euro oltre alla decurtazione di 5 punti patente. A doverla pagare è il conducente o chi è tenuto alla sorveglianza del minore. Se poi, entro due anni dalla prima multa, lo stesso soggetto incorre un’altra volta in una delle violazioni riguardanti i sistemi di ritenuta, oltre alla sanzione pecuniaria avrà anche la sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi.

Nel caso, invece, in cui si monti un sistema non autorizzato dal produttore, si incappa nel comma 11 dell’articolo 172 ovvero alterazione del sistema di ritenuta, in questo caso si ha solo “sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 40 euro a 162 euro”.

Quali sono i prodotti in commercio davvero a norma?

Sono due i tipi di seggiolini antiabbandono omologati: il primo è una sorta di “cuscinetto” da sistemare direttamente sotto un normale seggiolino auto per bambini, in altri casi si tratta di sensori già integrati in alcuni modelli di seggiolini. Alcuni fanno scattare un allarme, altri notificano il pericolo sul cellulare, via app e Bluetooth.

Chicco e Samsung, per venire in contro alle richieste legislative, hanno sviluppato insieme il primo prototipo di seggiolino auto integrato con il sistema anti-abbandono BebèCare. Basta associare il seggiolino auto Chicco dotato di sensori BebèCare (i modelli già in commercio con il dispositivo integrato sono Chicco Oasys e Chicco Oasys iSize) all’app BebèCare, scaricabile gratuitamente e disponibile per ora sugli store e device Samsung (da fine anno anche su Apple Store). Il sistema si attiva nel giro di pochi secondi dal momento in cui il bambino viene posizionato sul seggiolino, segnalando la sua presenza a bordo sulla app, in cui è stato creato un “account famiglia” con i numeri di emergenza (da un minimo di 1 ad un massimo di 5) ai quali verrà inviato un sms in caso di allarme di secondo livello, se il genitore alla guida dell’auto, allertato sul suo smartphone, non tornerà a prendere il bambino nel giro di pochi minuti.

Quali sono i requisiti fondamentali per un sistema antiabbandono?

  • deve entrare in funzione in perfetta autonomia;
  • deve emettere dei segnali acustici e visivi, e che gli stessi giungano a chi sta nelle vicinanze, genitore incluso.

Per favorire l’adeguamento agli obblighi di sicurezza l’articolo 52 del Decreto Fiscale ha fissato un contributo di 30 euro per dispositivo. Il fondo complessivo ammonta a 15,1 milioni di euro per il 2019 e 1 milione di euro per il 2020. Le somme sono disponibili fino ad esaurimento. Tutte le informazioni sulle caratteristiche obbligatorie dei dispositivi e sul bonus previsto dal Decreto Fiscale 2020.

 

 

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