La storia di un fallimento del Castello Aragonese di Baia firmata dal Direttore Talamo.

“Imparare è l’unico modo per trasformare un fallimento in un successo”. È con questa massima dal risvolto ottimista che il Museo del fallimento di Helsingborg, in Svezia, accoglie i suoi visitatori.

Nei Campi Flegrei, invece, siamo stati capaci di far diventare, un unicum come il Castello Aragonese di Baia, ovvero il Museo Archeologico dei Campi Flegrei, un fallimento totale.

Tutta colpa di chi, da anni, ne ha la responsabilità direttiva. PierFrancesco Talamo, appunto Direttore del Museo Archeologico dei Campi Flegrei, è a capo di una barca che sta affondando. Ma soprattutto per colpa sua.

Il Direttore PierFrancesco Talamo

In tanti anni di gestione non è stato capace di realizzare un impianto di illuminazione che desse risalto alla bellezza del Castello anche durante le ore buie. Nonostante i tentativi di imprenditori privati che, più volte, si sono fatti avanti per finanziare l’illuminazione. Niente da fare. Il suo è sempre stato un NO, o quanto meno non ha considerato le proposte. Siamo arrivati al punto che il Sindaco di Bacoli, Josi Della Ragione, ha dovuto accendere i riflettori del campo sportivo sottostante per dare un pò di luce alla maestosità di un’opera senza eguali.

Ma non è finita qui. Non vogliamo dimenticare che in tutti questi anni non è stato capace di posticipare l’orario d’ingresso al Museo, nemmeno durante il periodo estivo. Il Museo Flegreo è, probabilmente, l’unico luogo di cultura al mondo che chiude alle 14, con gli ultimi ingressi alle ore 13.

Non meno importante, anzi fondamentale, è la mancata auspicata riapertura delle due sale espositive dedicate al Ninfeo sommerso di Baia e al Sacello degli Augustali di Miseno.

Bacoli e i cittadini bacolesi meritano delle risposte. Un volano economico per tutta la Città non può essere trattato in questo modo da chi, evidentemente, non è interessato allo sviluppo turistico dell’Area Flegrea.

A cura di Giuseppe Facci

 

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