Carte alterate per la morte del sub bacolese Biagio Carannante che, secondo gli inquirenti, stava lavorando alla raccolta illecita di rifiuti 

Si allarga a macchia d’olio il caso dello smaltimento di rifiuti illeciti provenienti dal porto di Rapallo. Ieri avevamo parlato dell’arresto dell’imprenditore bacolese Pasquale Capuano in merito allo smaltimento illecito di rifiuti. Oggi, invece, la stampa ligure mette in risalto alcuni dettagli sulla morte del 72enne sub bacolese Biagio Carannante. L’uomo, quando fu colto da un malore, stava lavorando proprio alla raccolta illecita di rifiuti dai fondali del porto di Rapallo.

“I dirigenti del porto Carlo Riva – racconta il capitano dei carabinieri di Rapallo Simone Clemente – di fronte all’arrivo delle forze di polizia per verificare eventuali responsabilità – hanno redatto un documento di valutazione dei rischi di interferenza completamente falso addirittura mettendo una data antecedente e facendo passare come un’immersione lecita quella che era una raccolta illecita di rifiuti dai fondali del porto Carlo Riva che Carannante svolgeva per Capuano”. Nel corso delle indagini fra l’altro è emerso che Carannante “era privo di qualsiasi tipo di abilitazione per potersi immergere”.

Fonte: Genova24

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here