È stato un mese difficile per tutta l’area dei Campi Flegrei, da litorale di Pozzuoli a tutta Napoli. Sono state ben 145 le scosse di terremoto registrate ad aprile. L’informazione è contenuta nel Bollettino di sorveglianza dei Campi Flegrei per il mese di aprile a cura dell’Osservatorio Vesuviano, sezione di Napoli dell’Ingv, che fa notare come la scossa di magnitudo 3.3 del 26 aprile sia stato «l’evento di maggiore energia registrato a partire dalla ripresa di questa fase bradisismica iniziata nel 2005, ma anche l’evento più energetico registrato dal 1985».

La scossa ha fatto parte di uno sciame sismico consistito in una sequenza di 81 terremoti localizzati nell’area di Solfatara-Pisciarelli a profondità comprese tra 0,9 e 2,7 km.Dei 145 terremoti complessivamente registrati nell’area nel mese di aprile, 3 hanno avuto una magnitudo superiore a 2.0 e uno solo, quello del 26 aprile, superiore a 3.0. Per 35 eventi non è stato possibile determinare la magnitudo a causa della bassa ampiezza del segnale non chiaramente distinguibile dal rumore di fondo. In totale sono stati localizzati 73 eventi (50% di quelli registrati) ubicati prevalentemente tra Solfatara-Pisciarelli ed Agnano con profondità che non hanno superato i 3 km.

Le reti di monitoraggio delle deformazioni del suolo confermano una geometria radiale del sollevamento centrato nell’area di Pozzuoli con una velocità media di circa 0.7 centimetri al mese. Il sollevamento registrato alla stazione Gps di Rione Terra a partire da gennaio 2016 è di circa 33 centimetri. Le misure termografiche nelle aree monitorate mostrano andamenti della temperatura sostanzialmente stabili con una leggera tendenza alla diminuzione. I parametri geochimici confermano i trend in aumento già osservati in precedenza con una crescita della concentrazione del monossido di carbonio. Il livello di allerta resta corrispondente al livello giallo, cioè «di attenzione».

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