Legambiente ha elaborato il dossier 2018 dei Comuni Ricicloni relativo al 2017. Pubblicati i dati riguardanti le percentuali di raccolta differenziata praticata nelle città italiane. Per quanto riguarda la Campania, Legambiente sottolinea come quello del ciclo integrato dei rifiuti sia «un percorso complessivamente lento e aggrovigliato. Tanti sforzi per piccolissimi passi in avanti che danno complessivamente deludenti risultati: un incremento di circa il 2% di “Comuni Ricicloni” nel 2017, un peggioramento generale della qualità della raccolta, neppure un nuovo impianto di compostaggio in funzione, nessuna strategia concreta sulla prevenzione e riduzione – evidenzia l’associazione ambientalista -. In Campania un anno dopo nulla di fatto: a fronte dell’incalzante sanzionamento da parte della Commissione Europea per le inadempienze in materia di gestione dei rifiuti, che occorre ricordare attinge dalle nostre tasche ad una velocità pari a ben 120.000 euro al giorno, la situazione è tutt’altro che confortante. Nel 2017, poco più della metà dei Comuni campani, 238 su 550 corrispondenti ad una popolazione di 1.446.190 abitanti, ha superato la soglia del 65% di raccolta differenziata (obiettivo minimo stabilito dalla legge), mentre nel complesso in Campania si è conseguito il 52,67% di raccolta differenziata». C’è ancora tanto da fare, dunque.

Relativamente alla nostra regione, tra i Comuni con oltre 50mila abitanti, si afferma Pozzuoli con ben il 75,9%, seguita Cava de’ Tirreni (67,75%), Acerra (66,77%) e Benevento (66,03%).

Tra i capoluoghi di provincia, primo è risultato quello sannita; a seguire Salerno, Caserta, Napoli e Avellino.

Fra i Comuni con popolazione compresa tra i 20mila e i 50mila abitanti primeggia Vico Equense con oltre l’83%. Ci sono poi Sarno (82,7%), Bacoli (82,63%), Marcianise (77,77%), Ottaviano (76,60%), Nocera Superiore (74,78%), Pomigliano d’Arco (69,94%), Capaccio Paestum (69,75%) e Sant’Antimo (67,36%).

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