Come saranno divisi i fondi? I soldi saranno distribuiti agli 8.000 Comuni in base al numero di abitanti, «ma – chiarisce il presidente dell’Associazione nazionale Comuni italiani (Anci), overo il sinfaco di Bari Antonio Decaro – useremo anche un algoritmo per utilizzare i 400 milioni aggiuntivi dove c’è più bisogno e dunque erogando una somma maggiore a quelle amministrazioni dove cè un numero più alto di cittadini in difficoltà».

IL CARRELLO. Come funzioneranno i buoni spesa? Ogni Comune dovrebbe dividere i buoni come meglio ritiene. Spiega ancora Decaro: «Chi ha i banchi alimentari ancora aperti utilizzerà quelle strutture per la distribuzione del cibo. Altrove saranno i servizi sociali a distribuire i buoni per la spesa e se si tratta di anziani che non hanno la possibilità di uscire saranno i volontari ad occuparsi di andare al supermercato e poi consegnare la spesa». Il criterio generale è che si vada da un minimo di 25 euro a un massimo di 50 euro per nucleo familiare. Ma anche su questo ogni Comune potrà regolarsi a seconda delle esigenze.




INPS. I soldi dovranno bastare fino al 15 aprile, giorno in cui dovrebbe cominciare l’erogazione dei 600 euro per la fasce deboli previsti dal decreto Cura Italia, che tra l’altro si potranno richiedere sul sito dell’Inps dal 1° aprile utilizzando il Pin in dotazione ai contribuenti iscritti alla gestione separata.

SOS TELEFONO. Da oggi ogni Comune deve già aver attivato uno specifico numero telefonico da chiamare. Qui si può far presente di essere nella condizione di indigenza e quindi di aver bisogno del buono spesa.

I BENEFICIARI. Sono i nuclei familiari più esposti al rischio epidemiologico, con priorità per quelli non già assegnatari di sostegno pubblico. Per nucleo familiare «è assegnato una tantum un riparto pari a 300 euro».

DOVE. I buoni si potranno spendere ovunque? Ogni Comune dovrà rendere nota la lista dei supermercati convenzionati.

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