I soldi, si sa, fanno miracoli… tanto che anche un posto “dimenticato da Dio” come poteva esserlo il Rione Sanità, è oggi ritornato in mente alle istituzioni ecclesiastiche proprio per interessi economici.

Dopo dieci anni di gestione per opera dalla cooperativa “la Paranza”, infatti, solo oggi il Vaticano si ricorda delle Catacombe di Napoli, pretendendo dall’associazione la metà dei profitti provenienti dalle visite di questa struttura recuperata e valorizzata solo grazie alla volontà imprenditoriale di alcuni giovani “strappati” alla strada da don Antonio Loffredo.

Già, perché è stato proprio un uomo di chiesa – un semplice parroco per la precisione – colui che nel 2006 cominciò il processo di recupero della struttura per recuperare assieme ad esse anche l’entusiasmo e le speranze di un gruppo di ragazzi provenienti da alcune zone “difficili” della città partenopea.

Una missione portata a termine con eccellenti risultati: in un decennio i visitatori sono passati da 5.000 a 103.000, mentre la superficie visitabile è passata dai 1.000 mq a ben 11.000!

Un vero successo basato sulla forza delle persone per far star meglio la gente, il popolo. Ossia ciò che è principalmente richiesto al Clero da chi in certi valori ci crede realmente e antepone la fede agli interessi personali. Economici o meno che essi siano.

Certo, come per tutti i traguardi, anche questo non è stato raggiunto percorrendo una strada priva di difficoltà e intoppi: tante sono state le tappe del percorso in cui don Loffredo e i suoi ragazzi hanno dovuto stringere i denti e tirarsi su le maniche… in quei momenti, quando c’era da fronteggiare oneri per sperare negli onori, la Chiesa dov’era?

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