Annamaria Mantile aveva effettuato sabato la prima dose. Denuncia ai carabinieri, il fascicolo finisce in procura

Innanzitutto si farà l’autopsia, poi saranno ascoltati i familiari e il medico di base di Annamaria Mantile, l’insegnante vomerese di 62 anni morta martedì mattina, quattro giorni dopo la somministrazione del vaccino anti Covid. La Procura, dove nella giornata di ieri è arrivata la relazione di servizio dei carabinieri del Vomero, vuole capire se ci sia un nesso tra i due episodi. A presentare denuncia è stato Sergio Mantile, sociologo molto noto, uno dei tre fratelli dell’insegnante: «Crediamo che sia giusto approfondire che cosa è accaduto, per questo abbiamo deciso di non celebrare i funerali e di chiedere l’autopsia. Mi è chiaro che mia sorella non la vedrò più, però se parlare di lei potrà servire a salvare qualcun altro o a fare in qualche modo giustizia o chiarezza quantomeno io sono ben felice». Nell’abitazione di via Bernardo Cavallino in cui Annamaria viveva con la madre ultranovantenne si percepisce un grande dolore. Annamaria, ricordano i familiari, non aveva particolari patologie note. «Siamo tutti sconvolti — conferma un altro dei fratelli, Federico, neuropsichiatra infantile anche lui molto conosciuto —, ora ci aspettiamo la verità dalle indagini».

Le cautele della Procura

Le indagini saranno delegate agli stessi carabinieri che hanno raccolto la denuncia dei familiari, i quali hanno informato verbalmente il pm di turno, Giuliana Giuliano, e l’aggiunto che si occupa delle notizie di reato, Raffaello Falcone. Al pm Giuliano, come è prassi, dovrebbe essere affiancato anche un altro collega della sezione competente, quella Lavoro e colpe professionali coordinata dall’aggiunto Simona Di Monte. Nelle prossime ore il conferimento dell’incarico all’anatomopatologo, quindi l’esame autoptico che dovrebbe chiarire il mistero. In Procura la linea è quella della cautela: al momento non è possibile dare per scontato un legame tra la vaccinazione e la morte. Non si conosce l’anamnesi della donna, sottolineano gli inquirenti, non si può escludere che soffrisse di qualche patologia o qualche allergia a lei sconosciuta.

Il vaccino sabato scorso alla Mostra d’Oltremare

Annamaria Mantile, come migliaia di insegnanti napoletani, era stata vaccinata sabato scorso alla Mostra d’Oltremare: non aveva esitato, perché credeva nella scienza e non aveva problemi di salute. Poche ore dopo, rientrata a casa, sono comparsi i primi sintomi: nausea, vomito, senso di spossatezza. All’inizio nè lei nè i familiari si sono allarmati: si trattava infatti di possibili effetti collaterali del vaccino ed erano stati avvertiti sulla possibilità che si presentassero. Purtroppo però, dopo un apparente miglioramento, nonostante le terapie prescritte dal medico di base, le condizioni di salute dell’insegnante sono peggiorate fino a quando, martedì, i familiari hanno deciso di chiamare un’ambulanza. Era troppo tardi, però. Come era prevedibile, sui social sono fioccati i commenti. Moltissimi quelli di persone contrarie all’uso dei vaccini con argomentazioni tra le più diverse, che cercano di convincere a boicottare la campagna in atto: una circostanza che rende ancora più delicata l’inchiesta della Procura e impone di fare chiarezza in tempi rapidi. Sgomenti gli allievi dell’istituto comprensivo «Cesare Pavese», dove Annamaria Mantile insegnava, e i loro familiari.

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