A darne la notizia è Michele Amirante, l’ex segretario del Partito Democratico, che con un post su Facebook ha svelato l’affidamento diretto da parte del Cic a tre associazioni: ACLI, Phlegreus e Falco. Sotto forma di un Protocollo d’Intesa, con la consulenza di Gennaro di Fraia, ex assessore della Giunta Josi Della Ragione, il Cic ha affidato la “biglietteria, visite guidate, accoglienza, eventi, materiale promozionale, bookshop, catering, manutenzione”.

Con questo articolo vogliamo svelare cosa potrebbe nascondersi dietro questo affidamento diretto che, a prima vista, appare alquanto discutibile. Partiamo dal lato politico.

La consulenza di Di Fraia, braccio destro di Josi Della Ragione, con l’aiuto del Presidente del Cic Oriani, grande “amico” dell’ex sindaco, e il silenzio assordante sulla questione proprio di Della Ragione, lascia pensare che questa manovra possa essere stata architettata proprio dal triumvirato appena citato, in vista delle elezioni comunali della prossima primavera. Un bel pacchetto di voti per il candidato sindaco, la conferma di Oriani per la presidenza del Cic e di Di Fraia come Assessore alla Cultura. E il gioco è fatto. Al di là di questi giochetti politici da Prima Repubblica, vorremmo soffermarci sull’efficienza di queste tre associazioni che andrebbero a gestire un bene fondamentale per lo sviluppo turistico di Bacoli.

L’Acli Bacoli e la Phlegreus sono associazioni che operano nel sociale. La Falco è un’associazione di Protezione Civile. Per quanto tutte e tre possano fregiarsi di eccellenti qualità racchiuse nel loro campo d’azione, possono davvero essere gli operatori giusti per il Parco Vanvitelliano e per le attività di “biglietteria, visite guidate, accoglienza, eventi, materiale promozionale, bookshop, catering, manutenzione”.

Le ACLI, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani, sono un’associazione di promozione sociale, ovvero dovrebbero promuovere il lavoro e i lavoratori, educare ed incoraggiare alla cittadinanza attiva, difendere, aiutare e sostenere i cittadini, in particolare quanti si trovano in condizione di emarginazione o a rischio di esclusione sociale. Un sito così pregiato dal punto di vista turistico potrà mai essere gestito da chi non si occupa di turismo, di programmazione turistica, di accoglienza, promozione del territorio. E quei ragazzi bacolesi che hanno studiato/lavorato in questi ambiti e che potrebbero dare un valido contributo per creare occupazione, dovrebbero stare a guardare? E’ evidente che c’è puzza di bruciato dietro a questo affidamento e la politica, quella che si dichiara sana, dovrebbe fermare questo scempio.

 

 

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