Acque inquinate nell’Irno, nell’Agro e in tutta l’area a ridosso della provincia di Salerno e di Napoli. Il senatore di Fratelli d’Italia Antonio Iannone scrive al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. “Secondo “Goletta Verde” nell’estate 2018 lungo le coste campane, le acque continuano a subire la minaccia della mancata depurazione: su 31 punti monitorati ben 20 presentavano cariche batteriche elevate; nel mirino ci sono sempre canali, foci di fiumi e torrenti che continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati. Ci sono anche record assoluti, con situazioni che nonostante esposti di associazioni e controlli delle forze dell’ordine mostrano un inquinamento ormai cronico: è il caso della foce del fiume Irno a Salerno, del Savone a Mondragone, del fiume Sarno tra Castellammare e Torre Annunziata, della foce dei Regi Lagni a Castevolturno, della foce del canale di Licola a Pozzuoli e della foce del torrente Asa a Pontecagnano, giudicati “fortemente inquinati” per il nono anno consecutivo. La cattiva depurazione è un’emergenza ambientale che va affrontata con urgenza, visto tra l’altro che l’Italia è stata anche condannata a pagare alla UE una multa da 25 milioni di euro, più 30 milioni ogni sei mesi, finché i siti non saranno messi in regola.

Questi soldi sarebbero stati spesi più utilmente per aprire nuovi cantieri per la depurazione e realizzare sistemi efficienti e moderni, creando nuovi posti di lavoro; i dati resi disponibili dall’Arpac relativi ai controlli svolti nel 2017 sulle acque in uscita dagli impianti di depurazione, per quanto ancora in numero troppo esiguo, confermano la cronica criticità della situazione: su un totale di 413 controlli eseguiti in Campania il 41 per cento è risultato “non conforme”, con punte di non conformità del 66 per cento per gli impianti della provincia di Salerno e a seguire del 50 per cento per quelli della provincia di Avellino, del 40 per cento per quelli della provincia di Benevento, del 31 per cento per quelli della provincia di Caserta e del 29 per cento per quelli della provincia di Napoli – si legge nell’interrogazione di Iannone – Legambiente ricorda che le sorti dei servizi idrici e della depurazione sono una prerogativa degli amministratori comunali campani, che sono titolati a decidere riuniti nell’Ente idrico campano (EIC), organismo fondamentale ma che purtroppo a quasi tre anni dall’istituzione non risulta di fatto ancora operativo; non si tratta semplicisticamente di realizzare impianti di depurazione o reti fognarie ma che serve un’azione organica e coerente per la realizzazione di “sistemi di depurazione” improntati alla razionalità, alla efficacia ed efficienza, partendo dalla rilevazione dello stato di consistenza e funzionalità delle dotazioni esistenti per passare alla pianificazione e realizzazione di quelle necessarie, sulla base di criteri di priorità e delle migliori pratiche disponibili”. Iannone quindi, ha chiesto al Ministro all’ambiente Sergio Costa quali iniziative intenda mettere in campo al riguardo.

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