760 alunni rischiano di non ritornare a scuola

Lo scorso 23 dicembre la Città Metropolitana di Napoli ha interdetto l’accesso all’edificio sede della scuola lasciando, come scrivono alunni e docenti in una comunicazione nei contri dell’Ente preposto, “un segno indelebile in tutta la comunità scolastica dell’ISIS Tassinari di Pozzuoli, una comunità composta da 760 alunni e dalle loro famiglie a cui si affiancano circa 150 tra docenti e personale ATA“.

L’edificio, di proprietà privata, è attualmente interdetto all’accesso, c’è una deroga per una parte del personale per prelevare della documentazione necessaria allo svolgimento di attività indifferibili. L’accesso è vietato perchè non risulta a norma l’indice di vulnerabilità sismica dello stabile.

La preoccupazione per gli addetti ai lavori è dettato dal fatto che De Luca, a breve, potrebbe riaprire la didattica in presenza.

Non è immaginabile che solo gli studenti dell’ISIS Tassinari proseguano le lezioni in DAD mentre tutti gli altri studenti campani rientrano a scuola, perché ciò creerebbe un’enorme disparità che lede il loro diritto allo studio! L’ISIS Tassinari – si legge nella nota congiunta di docenti, alunni e personale Ata – insiste sul territorio del comune di Pozzuoli sin dagli anni ’70 dello scorso secolo ed è da molto tempo in crescita sia come numero di alunni che come prestigio nell’intero territorio flegreo. E’ superfluo elencare le numerose attività, da quelle a livello locale fino a quelle nazionali, che l’hanno vista protagonista e in molti casi vincente, perché sono certamente note a tutti e hanno contribuito ad accrescere la sempre maggiore stima nei confronti della scuola, insieme all’attività didattica svolta quotidianamente. Ci si domanda come sia possibile interdire l’accesso ad una sede scolastica per circa un mese senza comunicare né alle famiglie né ai suoi dipendenti una data di riapertura o prospettare una soluzione anche provvisoria in vista di una imminente ripresa delle attività in presenza, in base all’ultimo DPCM. Il protrarsi di questa situazione di incertezza e della mancanza di comunicazioni chiare ha già creato allarmismo e confusione, accresciuti da voci non ufficiali di trasferimento e/o chiusura definitiva della scuola. Ancor di più, è grave perché nessuno è in grado di rispondere alle domande dei numerosi genitori intenzionati ad iscrivere i propri figli alla nostra scuola per l’anno scolastico prossimo né di rispondere su cosa accadrà a settembre. Questa situazione è inaccettabile tanto più che l’ISIS Tassinari negli ultimi anni ha incrementato la popolazione studentesca di circa il 30%, così come risulta inaccettabile anche solo l’ipotesi di un trasferimento della sede in una struttura non idonea ad ospitare in maniera adeguata i 15 laboratori necessari al funzionamento ordinario della scuola che vanta quattro indirizzi di Istituto Tecnico Tecnologico (gli indirizzi tecnici Chimica materiali e biotecnologie e Meccanica meccatronica ed energia non sono presenti in altri istituti del territorio flegrea) e un indirizzo di Liceo Linguistico con l’insegnamento del Cinese. Risulta impossibile, infatti, il raggiungimento delle competenze al termine del quinto anno senza le attività svolte in laboratorio così come sottolineato anche nei recenti DPCM che, nonostante la chiusura dovuta alla pandemia, prevedono l’ingresso a scuola degli studenti almeno per le attività di laboratorio in presenza. Inaccettabile risulta, inoltre, qualunque ipotesi di suddivisione degli alunni della scuola in diversi edifici, sia pur provvisoria, perché verrebbe a perdersi l’unicità dell’istituzione scolastica la cui importanza va molto al di là del semplice fare lezione.

In base a tutte queste rimostranze Il “Comitato Pro Tassinari”, che rappresenta l’intera comunità scolastica dell’ISIS Tassinari chiede alla Città Metropolitana quanto segue:

Immediata chiarezza sui tempi e i modi di rientro nella propria sede;


Chiarezza a riguardo delle altre strutture del territorio che ospitano le scuole in merito alla vulnerabilità sismica che, solo nel nostro caso, ha causato l’interdizione dell’accesso e le relative conseguenze;

• che gli studenti e le famiglie dell’ISIS Tassinari possano avere garantiti tutti i diritti degli studenti e famiglie delle altre scuola campane e quindi possano riprendere tutte le attività in presenza nel momento in cui le condizioni epidemiologiche lo consentiranno;

• maggiore chiarezza su ciò che riguarda l’Interdizione all’accesso del 23 dicembre 2020 (R.U. 0151166) e le motivazioni che hanno portato ad essa anche in considerazione della sentenza della VI Sezione Penale della Corte di Cassazione n. 21175 del 15 maggio 2019 che ribadisce che la normativa non impone l’obbligo della messa fuori servizio immediata dell’edificio bensì che i proprietari, pubblici o privati, sono chiamati a definire e programmare i provvedimenti più idonei
a scongiurare i pericoli prevedendo esclusivamente una pianificazione degli interventi di adeguamento;

• di prendere visione del verbale della riunione tenutasi il 23 dicembre 2020 e di ali altre, svolte in momenti successivi e futuri;

• di partecipare, tramite una sua rappresentanza, alle riunioni durante le quali si decideranno le sorti dello stabile e di conseguenza della scuola.

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